sabato, 30 gennaio 2010

Trasloco!


Vi informiamo che il nostro blog

ha traslocato;


Vi invitiamo a continuare a seguirci
 
al seguente indirizzo:


http://artigianando-blog.blogspot.com/


Vi aspettiamo!


Luca e Simona

www.artigianando.net
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venerdì, 15 gennaio 2010

Tutorial: Orecchini Triple Flowers

 

Orecchini “triple flowers”


Tutorial: Orecchini Triple Flowers



Materiale:

  • Tutorial: Orecchini Triple Flowers
  • ·        6 fiori in resina da 23mm con foro centrale
  • ·        6 chiodini a T da 30mm
  • ·        6 perline di mezzocristallo da 4mm
  • ·        1 paio di monachelle
  • ·        2 pezzi di catena extension lunghi 2,5cm circa
  • ·        pinze

 




Procedura:

 

1.     Infilare in un chiodino, un mezzocristallo ed un fiore; quest’ultimo va infilato con la parte concava rivolta verso il mezzocristallo;

 Tutorial: Orecchini Triple Flowers

2.     Piegare il chiodino di 90° nel punto in cui esce dal fiore e, col tronchesino, tagliarlo lasciandolo lungo un centimetro circa;

 Tutorial: Orecchini Triple Flowers

3.     Con la pinza a punte tonde, piegare il chiodino ad asola;

 Tutorial: Orecchini Triple Flowers

 

4.     Agganciare all’asola un capo di uno dei pezzi di catena extension;

 Tutorial: Orecchini Triple Flowers

5.     Ripetere i punti dall’1 al 3 per due fiori ed agganciare le asole allo stesso anello di catena a cui è agganciato il primo fiore;

 Tutorial: Orecchini Triple FlowersTutorial: Orecchini Triple Flowers

 

6.     Agganciare la monachelle all’altro capo della catena;

 Tutorial: Orecchini Triple Flowers

7.  Ripetere i punti dall’1 al 6 per realizzare il secondo orecchino e completare il paio.
Tutorial: Orecchini Triple Flowers
Buon lavoro!

Luca Ballarini


Le immagini ed il testo sono di proprietà dell' autore. E' proibita la riproduzione per scopi commerciali e la riproduzione senza citarne la fonte.


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categorie: tutorial
domenica, 10 gennaio 2010

Intervista a Le Mille ed una Perla

La prima intervista dell'anno la dedichiamo ad un creativa molto speciale;
E' "in attività" da diversi anni e sempre con crescente successo. Mi sono imbattuto per caso nel suo blog nel settembre 2006 e mi ha dato l'ispirazione per crearmi un blog per presentare anche le mie creazioni. Sempre molto gentile e disponibile, ha una creatività tutta sua, uno stile particolare, una capacità di accostare colori e forme molto sviluppata e ha un modo di porsi che non può far altro che suscitare ammirazione.
Da qualche tempo le sue creazioni sono in vendita anche presso 5 negozi e scrive per il portale
GingerGeneration.

Vi presento Elisa Bertoli di Le Mille ed una Perla:

Intervista a Le Mille ed una Perla
   

  1. Parlaci un po’ di te;

Mi chiamo Elisa, ho 21 anni, abito in un paese sul Lago Maggiore, provincia di Novara. Sono al terzo anno di filosofia all’università e il mio hobby, con la speranza che sia anche il mio futuro lavoro, è il giornalismo. Per il portale per ragazze GingerGeneration.it, tra le altre cose, mi occupo proprio anche di creatività!Intervista a Le Mille ed una Perla

 

 

 

  1. Come è iniziata la tua passione?

 

Difficile dirlo… da bambina, età delle elementari, creavo lavoretti natalizi e facevo il mercatino sul tavolo della cucina di mia nonna… Un pochino più grandicella creavo bracciali da vendere alle amiche, al liceo mi son poi buttata per curiosità nella creazione di perle coloratissime in cernit. Qui è iniziato veramente il mio amore per la creazione di bigiotteria. Pian piano però mi sono orientata sempre più su vetro, mezzocristallo e pietre dure abbandonando le paste sintetiche, che non facevano per me.

 

 

 

  1. Hai mai seguito corsi o lezioni?

 

Mai, mi sono sempre affidata all’osservazione di creazioni già fatte e del materiale per realizzarle. La creatività fa il resto!

 

 

 

  1. Quali tecniche hai finora sperimentato?

 

Inizialmente, come dicevo, le paste sintetiche, quindi creavo soprattutto collane a nodi con perle in vetro, di Boemia e in mezzocristallo. Infine sono approdata al quasi esclusivo uso di chiodini metallici. Sempre che queste si possano definire delle tecniche, perchè in realtà sono semplicemente i materiali su cui poter costruire i propri bijoux. Credo infatti che la tecnica non sia poi così importante di fronte a ciò che si vuole trasmettere con ciò che si crea: deve essere semplicemente funzionale al messaggio.

 

 

 

  1. Quali non ti sono piaciute e perché?

 

Le paste sintetiche, il mio primo grande amore, si sono rivelate poco alla volta un materiale che in realtà mi è estraneo. Non mi dava più la possibilità di dar sfogo completamente alla mia creatività e mi limitava troppo.

 

 

 

  1. Qual è la tua tecnica preferita?

 Intervista a Le Mille ed una Perla

Non ho una tecnica preferita. Come detto in precedenza, preferisco mettere l’accento sulla bellezza dei materiali, sugli accostamenti cromatici, sulla particolartià delle forme piuttosto che sulle tecniche in sé.

 

 

 



  1. Da cosa prendi spunto per le tue creazioni, come si sviluppa il processo creativo?

 

Mi immagino come immersa in un grande flusso di idee che io devo acciuffare e far emergere dalla materia che ho davanti ai miei occhi. Spesso parto da una forma, da un colore, e rielaboro finchè non sono soddisfatta del risultato, altre volte parto da un materiale, ma sempre mi sento immersa in questo piano parallelo pieno di creatività!

 

8.      Ti tieni aggiornata sulle novità del settore?

Quasi quotidianamente spulcio il web alla ricerca di novità interessanti, leggo e soprattutto osservo avidamente le riviste di settore a cui sono abbonata fissa. Amo non rimanere fissa nei miei soliti schemi, ma laddove sia possibile migliorarmi e rinnovarmi.

 Intervista a Le Mille ed una Perla

  1. Visiti o partecipi a fiere?

Sì, partecipare ai mercatini dell’artigianato era uno dei miei sogni che finalmente si è potuto realizzare. Approfitto di solito di quelli natalizi, dalla magica atmosfera, e di quelli estivi, magari sui bellissimi lungolaghi di Stresa o Arona. Anche visitarli è una mia grande passione; gli ultimi sono stati quelli tedeschi, veramente caratteristici!

 

  1. Pensi che internet sia uno strumento utile per informarti e/o farti conoscere?

Sì, fondamentale! Il web annulla le distanze, permette di creare una rete in cui si condivide l’amore per la bigiotetria handmade o mette a conoscenza di grandi opportunità!

 

  1. Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Proprio in questi giorni sto rinnovando la mia presenza nel web… In vista ci sono nuovo blog con nuove gallery, presenza più significativa in Facebook, nuovo sito e tante nuovissime collezioni! Parola d’ordine voglio che sia: continuo rinnovamento e ricerca in ciò che creo!

 

  1. Qual è la tua visione odierna del panorama dell’hobby in Italia?

Lo vedo in grandissimo fermento, nel bel mezzo di un grande boom! Una grandissima rete in cui sono tante le idee che si ripetono ma sono anche tanti i creativi che meritano di farsi strada!

 

  1. Quali sono, a tuo parere, le tecniche che in futuro avranno maggiore successo?

Proprio ieri ho scoperto l’esistenza della friendly plastic, che sembra veramente interessante!

 

  1. Hai qualche consiglio da regalare a chi inizia l’avventura nel mondo creativo?

Non abbattetevi di fronte alle prime prove deludenti e cercate di differenziarvi sempre: solo così potrete essere orgogliose di ciò che uscirà dalle vostre mani!


Ringraziamo Elisa per la sua disponibilità e la gentile concessione delle immagini.
Vi intiamo tutti a visitare il suo blog per ammirare le sue creazioni!
http://lemilleeunaperla.spaces.live.com/

Luca Ballarini


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categorie: interviste
venerdì, 11 dicembre 2009

Intervista a Liria - LaBijouteria

 
 
Intervista a Liria - LaBijouteria1.      Parlaci un po’ di te; 
 
Sono Liria, ho 30 anni e vivo e lavoro a Roma. Appassionata di handmade fin dalla culla, mentre porto avanti le mie attività e i miei impegni quotidiani, mi riempio di idee creative e cerco disperatamente di trovare il tempo di realizzarne almeno una piccola parte! 
 
 
 
2.      Come è iniziata la tua passione?
 
Fin da bambina ho sempre amato sperimentare, pasticciare, creare qualcosa con le mie mani. Mi piaceva prendere oggetti inutili e inutilizzabili e trasformarli in tutto ciò che poteva piacere a una bimba: così, le bottiglie di plastica diventavano bamboline con tanto di gonna e treccine, i bottoni collane e bracciali, le scatole casette arredate di tutto punto!
La passione per i bijoux handmade è arrivata solo quattro anni fa, quando ho deciso di abbozzare un paio di orecchini con le mie mani - così, per gioco, tanto per provare…!
Da allora non mi sono più fermata! E pian piano, sperimentando materiali diversi e accostamenti cromatici, ho maturato uno stile e un gusto creativo tutto mio.Intervista a Liria - LaBijouteria
 
 
3.      Hai mai seguito corsi o lezioni?
 
No, mai. Sono un’autodidatta!
 
 
4.      Quali tecniche hai finora sperimentato?
 
Wire, macramè, lavorazione a uncinetto.
 
 
 
5.      Quali non ti sono piaciute e perché?
 
Non amo molto le lavorazioni a peyote, e in generale tutte quelle realizzate seguendo degli schemi di lavoro. Non mi sono mai sperimentata in questo tipo di tecniche, perché le vedo lontane dal mio stile e dal mio modo di concepire la creatività: preferisco sperimentare, senza indicazioni da seguire. E poi, mi lascio distrarre facilmente mentre creo: i lavori strutturati non fanno per me!
 
 
6.      Qual è la tua tecnica preferita?
 
A dire il vero non ne ho; mi piace procedere liberamente, seguendo l’intuito e l’ispirazione del momento. Però posso dire che le lavorazioni che amo di più sono senza dubbio quelle su catena (argentata, ramata, lavorata…), che si prestano benissimo per le mie creazioni fresche e colorate. In estate, però, non toglietemi il cordoncino: perfetto per nodi, asoline, e macramè!

 
7.      Da cosa prendi spunto per le tue creazioni, come si sviluppa il processo creativo? 
 
Per la realizzazione dei miei progetti creativi, mi piace lasciarmi ispirare dalla vita che mi circonda: i luoghi che visito, le persone che conosco, la natura che cambia da una stagione all’altra, o, semplicemente, un particolare scoperto nella vetrina di un negozio o in un cartellone pubblicitario (ad esempio, i colori di una tazza esposta in una vetrina di un negozio di accessori per la casa, o la forma di una sedia pubblicizzata su un cartellone per strada). Pertanto, gli stimoli da cui prendo spunto per realizzare i miei lavori sono tantissimi, molto vari e diversi tra loro. Il più delle volte l’ispirazione arriva prepotente e all’improvviso; altre volte, invece, si nutre e si costruisce mentre creo. In casi come questi mi è capitato di modificare il progetto iniziale man mano che prendeva forma, o di idearne uno nuovo lasciandomi “distrarre” dalla creatività e dalla fantasia del momento.
 
 
8.      Ti tieni aggiornata sulle novità del settore?
Tempo permettendo, seguo i blog di altre amiche creative e alcuni interessanti siti che si occupano di moda emergente e riciclo creativo. In generale, sono facilmente attratta da progetti originali e innovativi, specie quelli relativi all’uso di materiali alternativi (ad esempio, la carta) o al riciclo di vari oggetti e materiali, dai più comuni (come tessuti, lana e bottoni) ai più impensabili (come viti e bulloni, bottiglie di plastica, accessori da cucina). Al contrario, non mi informo un granché sulle tendenze della stagione; mi diverto di più a scoprire le novità creative altrui e a proporre le mie!
 
 
9.      Visiti o partecipi a fiere?
Al momento no, già da un anno. In passato ho partecipato a delle fiere, in cui ho avuto la possibilità di esporre e vendere i miei bijoux, ma per adesso non ho in progetto di prendere parte a questo tipo di eventi.
 
 
Intervista a Liria - LaBijouteria10. Pensi che internet sia uno strumento utile per informarti e/o farti conoscere?
Credo sia uno strumento fondamentale. Se non mi fossi decisa ad aprire il mio blog non avrei mai conosciuto molte altre creative che, come me, amano condividere le proprie idee e i propri lavori: mi sarei privata di scambi preziosi, non solo tecnici o creativi, e della possibilità di istaurare dei veri e propri legami di amicizia, trasformati in molti casi da virtuali a reali! Attraverso il blog, inoltre, ho potuto far conoscere il mio stile e le mie creazioni a tantissime persone: tra queste c’è stato e c’è anche chi ha apprezzato il mio lavoro e ha deciso di adottare uno dei miei gioielli!
 
 
11. Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Di progetti ne ho tanti, di tempo di realizzarli pochissimo purtroppo. Di sicuro, quello che mi sta più a cuore è continuare a collaborare con dei negozi che diano spazio all’unicità e all’originalità dei lavori fatti mano, come ho già fatto la scorsa primavera con un nuovo shop di Roma dedicato ai designers emergenti. Vedremo!

 
12. Qual è la tua visione odierna del panorama dell’hobby in Italia?
Da quel che vedo nel web, sono davvero tantissime le persone che si dedicano a uno o più hobby, e portano avanti le proprie passioni creative promuovendole anche nella rete (soprattutto tramite blog e siti). Nonostante questo, credo che la cultura dell’handmade sia ancora molto svalutata nel nostro Paese, probabilmente anche a causa dei costi delle creazioni artigianali, che si rivelano spesso e necessariamente più elevati di quelli dei prodotti realizzati in serie e distribuiti dalle grandi aziende.
 
 
13. Quali sono, a tuo parere, le tecniche che in futuro avranno maggiore successo?
Non saprei. Spero che si diffonda sempre di più l’interesse per il riuso creativo, che, a mio parere, consente di dar forma a un’idea originale, risparmiando sui materiali (in questo settore sempre più costosi!) e garantendo unicità al prodotto.
 
 
14. Hai qualche consiglio da regalare a chi inizia l’avventura nel mondo creativo?
Lasciatevi ispirare! E lasciatevi entusiasmare e appassionare da quello che vi piace.
Poi, provate, provate, provate, e cercate la vostra strada. Divertitevi a curare uno stile tutto vostro!
 
 
Grazie mille ad Artigianando per questa bella e preziosa opportunità!
 

Grazie e te Liria per la tua disponibilità e la gentile concessione delle tre immagini;
Vi invitiamo tutti a visitare ed ammirare il suo splendido blog: http://labijouteria.blogspot.com/

Luca Ballarini
 
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categorie: interviste
mercoledì, 11 novembre 2009

Intervista a LaLara

 
 
  1. Parlaci un po’ di te;
 
Sono Lara, ho 28 anni e vivo a Milano. Dopo aver frequentato il liceo artistico ho studiato al Politecnico e mi sono laureata in Interior Design, ora lavoro nell’ufficio Store Planning (la progettazione dei punti vendita) di una famosa casa di moda italiana. Nel mio tempo libero mi piace cucire e creare, amo visceralmente leggere… a casa, sul treno, in metro ogni momento è buono!
 
 
  1. Come è iniziata la tua passione?
 Intervista a LaLara
Beh diciamo che trovare lavoro come Interior Designer non è stato molto facile. Visto che sono una persona a cui non piace stare con le mani in mano, nel periodo in cui cercavo lavoro mi sono inventata qualche hobby. Ho iniziato a realizzate collane e bigiotteria varia con nodi celtici e cinesi ma mi erano sempre piaciute le cose in panno… così un giorno c’ho provato e mi sono resa conto di essere brava a cucire (eredità della nonna forse…)! Da lì non mi sono più fermata e anche se adesso il mio tempo libero è veramente poco, mi piace continuare.
 
 
 
  1. Hai mai seguito corsi o lezioni?
 
No, non ho mai seguito corsi, quando ho iniziato a realizzare cosine in pannolenci non sapevo nemmeno che il punto necessario per le cuciture si chiamasse punto festone! Difficilmente seguo anche tutorial o pattern, mi piace disegnare da sola le cose che realizzo… probabilmente devo anche ringraziare i miei studi, liceo artistico e università.
 
 
  1. Quali tecniche hai finora sperimentato?
 
Beh quelli con cui ho iniziato sono stati i nodi celtici e cinesi, poi sono passata al pannolenci ma per compleanni e festività varie mi piace anche utilizzare timbrini con la tecnica embossing. Mi piacerebbe avvicinarmi alla tecnica del patchwork.
 
 
  1. Quali non ti sono piaciute e perché?
 
Tra quelle che ho sperimentato non ci sono tecniche che non mi sono piaciute. So per certo che non farò mai tegole o qualcosa con tecnica decoupage perché non mi piace per niente!Intervista a LaLara
 
 
  1. Qual è la tua tecnica preferita?
 
Ovviamente il pannolenci! E’ un materiale molto versatile, mi permette di realizzare tutte le cose che ho in mente.
 
 
  1. Da cosa prendi spunto per le tue creazioni, come si sviluppa il processo creativo?
 
Le idee saltano fuori dalle cose più banali e dal mondo che mi circonda. Solitamente disegno su cartoncino la mia idea e mi creo i pattern per realizzarla. Dopo trasferisco il tutto sul panno, taglio, cucio e il gioco è fatto!
 
 
  1. Ti tieni aggiornata sulle novità del settore?
 
Si, seguo molti blog di creative.
 
 
  1. Visiti o partecipi a fiere?
 
Partecipo ai mercatini organizzati dall’associazione CREART che organizza eventi in paesi e città nella zona tra Milano e la brianza. Verso una quota annuale all’associazione e poi decido a quale mercatini partecipare. Mi piace molto fare i mercatini! Ci tengo che il mio banchetto sia colorato e perfetto e non c’è niente che da più soddisfazione di vedere che le persone non sanno cosa scegliere perché gli piace tutto.
 
 
  1. Pensi che internet sia uno strumento utile per informarti e/o farti conoscere?
 
Penso che sia il mezzo principale! Essendo solo un hobby non avrei altro modo per farmi conoscere!
 
 
  1. Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
 
Difficilmente progetto qualcosa per il futuro, spero di avere sempre del tempo per portare avanti questo hobby che amo e che mi diverte.
 
 
  1. Qual è la tua visione odierna del panorama dell’hobby in Italia?
 
Non delle migliori…. Non mi piace vedere che molte ragazze creano con il solo scopo di vendere; tra l’altro credo che si veda lontano un miglio quando una persona crea per passione o quando lo fa solo per guadagnarci e inoltre mi imbarazzano le ragazze che mi scrivono per avere i miei pattern o per sapere come realizzo qualcosa: io mi sono avvicinata a questo mondo perché mi sono resa conto che ero in grado di cucire, se vedi di non essere portata forse è il caso di lasciare perdere!
L’America è molto più avanti di noi, sia per quanto riguarda la creatività che per i materiali.
 
 
  1. Quali sono, a tuo parere, le tecniche che in futuro avranno maggiore successo?
 
In questo momento nota una certa invasione di scrapbooking, in futuro non so proprio cosa ci potrà essere.
 
 
  1. Hai qualche consiglio da regalare a chi inizia l’avventura nel mondo creativo?
 
Certo! Metteteci passione, divertitevi, non scoraggiatevi se i primi risultati non vi soddisfano e ricordatevi che è un hobby! ;-)
 
 
 
Un grosso ringraziamento a Lara per la sua disponibilità e per la gentile concessione delle due immagini e vi invitiamo a visitare il suo fantastico e coloratissimo blog!

http://lalaradesign.splinder.com/
 


Luca Ballarini
 
 
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categorie: interviste
mercoledì, 28 ottobre 2009

Intervista a Stefania Benzi - La Matassa Ultravioletta

 
 
 
  1. Parlaci un po’ di te;
Vivo nel centro storico di Genova, ho un bimbo di 7 mesi e marito, lavoro e faccio la volontaria per una cooperativa che si occupa di commercio equo e solidale anche se spero di potermi dedicare solo alle mie attività creative.

 
  1. Come è iniziata la tua passione?
La mia passione per il lavoro a maglia è nata da quando ero adolescente, e ho iniziato a farmi i primi accessori da sola; nonna e mamma mi hanno insegnato le basi, e poi ho continuato da sola, provando, disfacendo e rifacendo i lavori. Con il tempo ho iniziato a studiare e creare modelli personali, un po’ alternativi rispetto ai classici, e ho iniziato a scoprire il valore aggiunto che possono dare filati speciali. Da poco più di un anno, per caso, ho scoperto le infinite risorse che in questo campo offre internet: soprattutto secondo me offre la possibilità di conoscere e rimanere in contatto con persone, network, eventi, negozi in tutto il mondo. All’estero ci sono vere e proprie communities e manifestazioni enormi dedicate a questo settore.
A quel punto il passo è stato breve, ho creato un mio blog e iniziato a entrare in contatto con questo enorme movimento che poi non necessariamente si ferma al lavoro a maglia, ma spazia in senso più ampio nelle più svariate “manualità artistiche“: tintura, filatura, feltratura, tessitura design…. Così ho scoperto quella che per ora è una mia nuova grande passione: la filatura. Non avrei mai pensato di imparare ad usare un fuso, un arcolaio, a cardare o tingere fibre naturali e non, l’unica volta che ne avevo sentito parlare era stato nella favola della Bella Addormentata… invece sto studiando e imparando un sacco di “arti” nuove. Il bello è che anche da qui partono altrettante strade sconosciute, è meraviglioso!

 
  1. Hai mai seguito corsi o lezioni?
No, totalmente autodidatta! Ho solo letto tanto e girovagato su internet.
    4.   Quali tecniche hai finora sperimentato?
Lavoro a maglia, uncinetto, tintura di filati e fibre, filatura.

 

 
 
  1. Quali non ti sono piaciute e perché?
Forse l’uncinetto mi piace meno, questione di manualità.


 
  1. Qual è la tua tecnica preferita?
La filatura è la più stimolante, ha infinite possibilità di creare.

 
 
  1. Da cosa prendi spunto per le tue creazioni, come si sviluppa il processo creativo?
Le mie ispirazioni sono diverse, non saprei anzi elencarle, perchè a volte arrivano dalla natura, dal mare vicino a casa, dagli alberi; a volte sono sensazioni che emergono mentre lavoro e dalle fibre stesse, a volte vengono dalla mia città, da cose che vedo passeggiando, da un buon libro o dalla mia famiglia… funziona soprattutto così: vedo qualcosa, mi scattano emozioni, inizio a maneggiare fibre e filati.

    8.   Ti tieni aggiornata sulle novità del settore?

Certo, attraverso libri – dagli Stati Uniti per lo più – e alcuni siti internet di riferimento, poi ci sono moltissimi blog di creativi che condividono i propri esperimenti.

 
  1. Visiti o partecipi a fiere?
Mi piacerebbe, ma in Italia sono davvero poche se non inesistenti quelle del mio settore. Mi sto organizzando per partecipare a mercatini dedicati all’artigianato in generale.

 
  1. Pensi che internet sia uno strumento utile per informarti e/o farti conoscere?
Sì, fondamentale.

 
  1. Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Per ora cerco di farmi conoscere attraverso ilmio blog e il negozio online, e poi vorrei iniziare a partecipare a mercatini, anche se l’idea è di avere un laboratorio/negozio tutto mio un giorno.

 
  1. Qual è la tua visione odierna del panorama dell’hobby in Italia?
Credo sia in forte crescita, forse ancora limitato a pochi settori, ma soprattutto non è ancora percepito totalmente il valore di creazioni fatte a mano rispetto all’estero, è chiaro che spesso costino più di un pezzo fatto in serie, ma spesso la gente si ferma a quello e poi c’è ancora tanta diffidenza a comprare via internet…

 
  1. Quali sono, a tuo parere, le tecniche che in futuro avranno maggiore successo?
Sono poco aggiornata di quanto succede fuori dal mio settore, ma le cosiddette “arti tessili” sono molto diffuse all’estero, parlo di filatura, lavoro a telaio, feltro, ma anche quilting, patchwork etc

 
  1. Hai qualche consiglio da regalare a chi inizia l’avventura nel mondo creativo?
 
Avere pazienza, imparare ad avere fiducia nel proprio intuito e non scoraggiarsi se il primo risultato non è quello che si immaginava, anche perchè non significa che non sia comunque un pezzo di qualità, questo è il bello della creazione artigianale!

 

 Ringraziamo Stefania per la sua disponibilità e vi invitiamo a visitare il suo fantastico blog!
http://lamatassaultravioletta.blogspot.com 


Luca Ballarini

 
 
 

 
postato da: artigianando alle ore 19:33 | link | commenti
categorie: interviste
mercoledì, 07 ottobre 2009

Intervista a Giulia Boccafogli, Architetto e Jewerly Designer


 
  1. Parlaci un po’ di te;
Intanto grazie per questa bella opportunità e complimenti a voi per tutte le vostre belle iniziative e per il vostro lavoro!
Io sono Giulia, ho quasi 30 anni e vivo e lavoro a Bologna, la mia splendida città natale. Sono un architetto, lavoro a tempo pieno in uno studio dove collaboro, come libero professionista, a progetti d’interni, di architettura e di pianificazione. Contemporaneamente da diversi anni faccio anche la “Giulielliera”. Porto avanti da tempo (10 anni ormai…) la mia passione per i “gioielli contemporanei” che disegno, progetto e realizzo artigianalmente e da qualche anno si è trasformato in un vero lavoro. Da sempre poco avvezza alle attività fisiche (…antisport fatto donna), sfogo le mie pulsioni giornaliere in tutto ciò che è creativo, nella lettura (divoro libri) e, quando posso, nei viaggi, che trovo siano il miglior investimento che periodicamente possiamo dedicare a noi stessi. Insomma una persona come tante, che cerca a suo modo di rendere speciale il suo mondo.
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     2.     Come è iniziata la tua passione?

Ho sempre avuto le mani occupate in qualche cosa. Fin da piccola piccola. Ma l’avventura “giuielli” è iniziata (nonostante i numerosi bracciali dell’amicizia prodotti tra le elementari e le superiori) quando avevo circa 19 anni. Ero in vacanza in montagna, mi annoiavo un po’, e ho deciso di rendere più piacevoli le mie giornate iniziando ad usare pinze e pinzette. Sicuramente un po’ di complicità la devo alla mia nonna, la mia dolce incredibile nonna, che da sarta superlativa quale era, mi ha sempre spronato ad usare le mani e la testa in qualche cosa di creativo!
 
 
  1. Hai mai seguito corsi o lezioni?
Mai. Ho fatto tutto da autodidatta. Però confesso che gli studi universitari mi son serviti indirettamente moltissimo. Gli studi d’architettura mi han fatto rendere conto che il processo logico dietro ad un qualsiasi progetto è più o meno sempre quello, molto personale, certo, ma analogo. Ecco perché tutte le mie creazioni nascono sempre da un progetto specifico. Anche l’ultima collezione di gioielli in pelle, Waves, è nata di getto, ma la studiavo con disegni e schizzi da mesi, e poi sì è concretizzata grazie anche ai disegni tecnici e ai cartamodelli che ho disegnato una volta impostato il progetto preliminare. Dimensionare un bracciale non è certo come dimensionare un appartamento…ma la logica che c’è dietro è la medesima e se il progetto e l’idea sono buoni…anche l’esecuzione diventa più facile, pulita e vicina ai tuoi intenti.DSCF5824
 
 
  1. Quali tecniche hai finora sperimentato?
In realtà tra le tecniche consolidate credo di usare solo il wire, ma indirettamente, nel senso che l’utilizzo dei fili metallici (rame e argento 925) è spesso la base tecnica delle mie creazioni. Costruirmi delle basi solide in questo senso mi ha permesso di sperimentare altre strade, ma che credo siano più legate all’uso di materiali alternativi o alle diverse lavorazioni da applicarvi che a tecniche precise.
 
 
  1. Quali non ti sono piaciute e perché?
Non amo le paste termoindurenti e non amo tutto ciò che nasce da schemi preconfezionati(tipo le lavorazioni a peyote o le classiche creazioni con gli Swarovski a schema). Le motivazioni sono legate principalmente alla mia scarsa attitudine a questi campi, anche perché poi resto di stucco quando vedo creazioni realizzate sapientemente con queste tecniche; semplicemente non mi interessa avvicinarmici, almeno per ora.
 
 
  1. Qual è la tua tecnica preferita?
Non ho tecniche preferite. Come già detto ritengo che il wire sia la base fondamentale per avere libertà di movimento, ma anche questa è al servizio della creatività e della fantasia personali.
 
 
  1. Da cosa prendi spunto per le tue creazioni, come si sviluppa il processo creativo?
DSCF5896Dipende. Alle volte mi ispira un materiale particolare (per esempio le gomme e i linoleum per rivestimento d’interni o la pelle appunto), alle volte è una suggestione (un’immagine, un viaggio…).
Per esempio, sempre pensando all’ultima collezione, l’approccio è stato la voglia di usare i pellami in modo nuovo nelle mie creazioni. Da lì sono partita per arrivare a creare perle con la tecnica quilling (classicamente usata per la carta) e poi piano piano si è sviluppato il resto: il concetto di onda, di movimento…nascono degli spunti, poi dei disegni schematici e poi nascono i prototipi. Insomma non ho un metodo preciso. La base di tutto è la fase di progettazione, poi subentrano le mani.

 
8.      Ti tieni aggiornata sulle novità del settore?
 
Non in modo continuativo. Effettuo ricerche periodiche più che altro per tutelare la mia identità e il mio lavoro, ma non sono legata alle mode per nulla. Certo mi interessa molto la tendenza più recente legata al riuso e ai materiali alternativi, ma di fatto preferisco essere io ad arrivare alle fonti al bisogno. In questo modo evito di farmi influenzare.
 
  1. Visiti o partecipi a fiere?
Visito ogni tanto qualche fiera, ma soprattutto di settore. Ho partecipato al Macef come espositore nel 2008, all’interno dell’area Designer Club, e ora sto valutando di investire in qualche fiera più mirata, come Glamroom a Vicenza, Eclade de la Mode a Parigi…ma sono investimenti importanti e va tutto ponderato con molta calma e senso dei propri limiti.
 
  1. Pensi che internet sia uno strumento utile per informarti e/o farti conoscere?
Alla rete devo molto in fatto di autopromozione. Quando ho aperto il mio blog nel 2005 non c’era ancora un vero e proprio boom di blog dedicati alle creazioni handmade, e la mia fortuna è stata anche quella. Se proponevi qualche cosa di nuovo e valido era più semplice emergere. Ora trovo che sia più complicato perché ogni giorno nascono decine e decine di siti e blog dedicati a questo mondo. Poi mi piace pensare che chi ha talento riesca comunque ad emergere, ma credo anche che si inizi ad andare verso la saturazione. L’altra faccia della medaglia è legata alle copiature. Le immagini viaggiano in fretta e se oggi un’idea è tua, domani non lo è più…pregi e difetti della rete. L’arma che abbiamo è quella della condivisione basata sul rispetto. Non tutti hanno chiara questa cosa e ogni tanto non nego che dia fastidio ma, ripeto, fa parte dei giochi e va bene così. Secondo me viene fuori chi, sulla lunga distanza, è capace di reinventarsi sempre, con umiltà certo, ma anche con la consapevolezza dei propri punti di forza.
 
  1. Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Non ne ho la più pallida idea. Mi piace fare piccoli passi e piccoli investimenti. Ma se ci penso in 4 anni ho fatto tantissime cose, tutte bellissime (mostre, collaborazioni, collezioni, pubblicazioni, apertura della partita IVA, apertura show room…). Con calma seguirò il mio sentiero.
 
  1. Qual è la tua visione odierna del panorama dell’hobby in Italia?
Siamo forse un po’ indietro rispetto ad altri paesi, ma c’è sempre più gente che si avvicina a questo mondo. Nonostante ciò credo che da parte degli operatori, negozi specializzati in primis, ci sia ancora poca propensione per la novità. Oltretutto spesso si tratta di hobby molto dispendiosi che inevitabilmente richiedono a chi li pratica di dover commercializzare gli oggetti per continuare a portare avanti la propria passione senza rimetterci. Questo, se da una parte è uno stimolo, dall’altra parte rende tutto un po’ più stressante e meno “poetico”. Parlo di hobby eh…l’attività lavorativa è un’altra cosa e lì, per quanto sia, la commercializzazione è fondamentale, visto che ci si pagano anche le tasse.
 
  1. Quali sono, a tuo parere, le tecniche che in futuro avranno maggiore successo?
Secondo me, e ne ho conferma anche dai blog creatici che quotidianamente seguo (basta andare sul mio blog e sbirciare nella sezione links) l’interesse nei filati sta prendendo sempre più piede. Anche per un fatto economico forse. L’uncinetto, la lavorazione a maglia, i tessuti applicati alla bigiotteria…sono tecniche che stanno avendo un vero e proprio boom. Richiedono meno materiale tecnico in dotazione, danno maggior possibilità creative e di personalizzazioni…ma dal mio punto di vista sono mondi talmente difficili, per me, che credo che difficilmente mi ci avvicinerò. Tanta ammirazione per chi ci si sa muovere. Mi piace tanto, ma osservo da lontano…e acquisto da chi lo sa fare. Vivere handmade significa anche questo. Consapevolezza dei propri limiti, rispetto per i colleghi e farsi per primi “consumatori” ed estimatori dei lavori che si apprezzano.
 
  1. Hai qualche consiglio da regalare a chi inizia l’avventura nel mondo creativo?
La calma. La passione. Il rispetto. La personalità.
 

Un grosso ringraziamento a Giulia per la sua disponibilità e per la gentile concessione delle tre immagini.

Il suo blog: http://giulielleria.blogspot.com/ 

Luca Ballarini
postato da: artigianando alle ore 13:15 | link | commenti
categorie: interviste
sabato, 19 settembre 2009

Creatività ed Hobbismo

Abbiamo voluto aprire questo blog, per dare spazio ai creativi che “imperversano” nel web, per realizzare un punto di incontro e di riferimento, dove trovare spunti di riflessione, scambiare idee, trovare informazioni, nuove tecniche, materiali, colori e mode.
 
Speriamo di riuscire, con la vostra collaborazione, a realizzare questo progetto.
 
Ora vi propongo una riflessione sulla differenza tra creativo ed hobbista.
 
 
Cosa significa il sostantivo “Creativo” ?
Chi può definirsi Creativo?
 
Beh, come indica il termine stesso, il creativo è colui che crea.
Ma questa definizione è piuttosto insipida, non dice molto...
Il creativo "crea", ma in che senso? E' esatto dire che il creativo crea ciò che inventa, quindi prima di tutto inventa, immagina, pensa e anche quando crea oggetti simili ad altri, lo fa "a suo modo", inventando nuovi modi, nuove forme e abbinamenti; in questo modo ogni creazione è riconoscibile come "sua", come le opere d'arte. Si può quindi affermare che un Creativo è un'Artista; magari non dipinge e non scolpisce, ma fa collane, decora, plasma con le sue mani, ecc… ma sempre esprimendo sé stesso, mettendoci sé stesso.
 
E l'hobbista? 
Un hobbista è un creativo e viceversa?

Secondo me no. L'hobbista è colui che dedica parte del suo tempo ad una passione (hobby), ma non necessariamente crea ed inventa; la maggior parte delle volte, infatti, imita creazioni o realizzazioni di altri hobbisti o creativi. Non c'è nulla di dispregiativo in questo, anzi, ma la Creatività è meno frequente di quello che si pensi. Ognuno ha "sprizzi" di creatività, ma avere una "vena creativa" costantemente attiva è davvero un dono raro e prezioso!
Che questa creatività si manifesti poi nella musica, nell'arte, nel proprio hobby prescinde ogni cosa.
 
Un’hobbista può essere un creativo e viceversa, ma si può diventare un creativo?
Secondo me sì, ma come? Occorre fare un lavoro mentale, prima di tutto, per trovare il “proprio” modo di fare. Smettere di imitare, ma lasciarsi guidare solo dal proprio istinto, lasciarsi completamente andare ad esso, senza alcuna fretta però! Risvegliare la propria creatività “dormiente” può richiedere tempo e certamente non meno di svariati tentativi… Gli ingredienti essenziali sono: tempo, lavoro mentale, umiltà e ascolto di sé.
 
E voi cosa ne pensate?
 
Luca Ballarini
postato da: artigianando alle ore 15:32 | link | commenti (3)
categorie:
sabato, 29 agosto 2009

lavori in corso

 

... blog in costruzione ...

postato da: artigianando alle ore 15:10 | link | commenti (1)
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