mercoledì, 07 ottobre 2009

Intervista a Giulia Boccafogli, Architetto e Jewerly Designer


 
  1. Parlaci un po’ di te;
Intanto grazie per questa bella opportunità e complimenti a voi per tutte le vostre belle iniziative e per il vostro lavoro!
Io sono Giulia, ho quasi 30 anni e vivo e lavoro a Bologna, la mia splendida città natale. Sono un architetto, lavoro a tempo pieno in uno studio dove collaboro, come libero professionista, a progetti d’interni, di architettura e di pianificazione. Contemporaneamente da diversi anni faccio anche la “Giulielliera”. Porto avanti da tempo (10 anni ormai…) la mia passione per i “gioielli contemporanei” che disegno, progetto e realizzo artigianalmente e da qualche anno si è trasformato in un vero lavoro. Da sempre poco avvezza alle attività fisiche (…antisport fatto donna), sfogo le mie pulsioni giornaliere in tutto ciò che è creativo, nella lettura (divoro libri) e, quando posso, nei viaggi, che trovo siano il miglior investimento che periodicamente possiamo dedicare a noi stessi. Insomma una persona come tante, che cerca a suo modo di rendere speciale il suo mondo.
DSCF5802
 
     2.     Come è iniziata la tua passione?

Ho sempre avuto le mani occupate in qualche cosa. Fin da piccola piccola. Ma l’avventura “giuielli” è iniziata (nonostante i numerosi bracciali dell’amicizia prodotti tra le elementari e le superiori) quando avevo circa 19 anni. Ero in vacanza in montagna, mi annoiavo un po’, e ho deciso di rendere più piacevoli le mie giornate iniziando ad usare pinze e pinzette. Sicuramente un po’ di complicità la devo alla mia nonna, la mia dolce incredibile nonna, che da sarta superlativa quale era, mi ha sempre spronato ad usare le mani e la testa in qualche cosa di creativo!
 
 
  1. Hai mai seguito corsi o lezioni?
Mai. Ho fatto tutto da autodidatta. Però confesso che gli studi universitari mi son serviti indirettamente moltissimo. Gli studi d’architettura mi han fatto rendere conto che il processo logico dietro ad un qualsiasi progetto è più o meno sempre quello, molto personale, certo, ma analogo. Ecco perché tutte le mie creazioni nascono sempre da un progetto specifico. Anche l’ultima collezione di gioielli in pelle, Waves, è nata di getto, ma la studiavo con disegni e schizzi da mesi, e poi sì è concretizzata grazie anche ai disegni tecnici e ai cartamodelli che ho disegnato una volta impostato il progetto preliminare. Dimensionare un bracciale non è certo come dimensionare un appartamento…ma la logica che c’è dietro è la medesima e se il progetto e l’idea sono buoni…anche l’esecuzione diventa più facile, pulita e vicina ai tuoi intenti.DSCF5824
 
 
  1. Quali tecniche hai finora sperimentato?
In realtà tra le tecniche consolidate credo di usare solo il wire, ma indirettamente, nel senso che l’utilizzo dei fili metallici (rame e argento 925) è spesso la base tecnica delle mie creazioni. Costruirmi delle basi solide in questo senso mi ha permesso di sperimentare altre strade, ma che credo siano più legate all’uso di materiali alternativi o alle diverse lavorazioni da applicarvi che a tecniche precise.
 
 
  1. Quali non ti sono piaciute e perché?
Non amo le paste termoindurenti e non amo tutto ciò che nasce da schemi preconfezionati(tipo le lavorazioni a peyote o le classiche creazioni con gli Swarovski a schema). Le motivazioni sono legate principalmente alla mia scarsa attitudine a questi campi, anche perché poi resto di stucco quando vedo creazioni realizzate sapientemente con queste tecniche; semplicemente non mi interessa avvicinarmici, almeno per ora.
 
 
  1. Qual è la tua tecnica preferita?
Non ho tecniche preferite. Come già detto ritengo che il wire sia la base fondamentale per avere libertà di movimento, ma anche questa è al servizio della creatività e della fantasia personali.
 
 
  1. Da cosa prendi spunto per le tue creazioni, come si sviluppa il processo creativo?
DSCF5896Dipende. Alle volte mi ispira un materiale particolare (per esempio le gomme e i linoleum per rivestimento d’interni o la pelle appunto), alle volte è una suggestione (un’immagine, un viaggio…).
Per esempio, sempre pensando all’ultima collezione, l’approccio è stato la voglia di usare i pellami in modo nuovo nelle mie creazioni. Da lì sono partita per arrivare a creare perle con la tecnica quilling (classicamente usata per la carta) e poi piano piano si è sviluppato il resto: il concetto di onda, di movimento…nascono degli spunti, poi dei disegni schematici e poi nascono i prototipi. Insomma non ho un metodo preciso. La base di tutto è la fase di progettazione, poi subentrano le mani.

 
8.      Ti tieni aggiornata sulle novità del settore?
 
Non in modo continuativo. Effettuo ricerche periodiche più che altro per tutelare la mia identità e il mio lavoro, ma non sono legata alle mode per nulla. Certo mi interessa molto la tendenza più recente legata al riuso e ai materiali alternativi, ma di fatto preferisco essere io ad arrivare alle fonti al bisogno. In questo modo evito di farmi influenzare.
 
  1. Visiti o partecipi a fiere?
Visito ogni tanto qualche fiera, ma soprattutto di settore. Ho partecipato al Macef come espositore nel 2008, all’interno dell’area Designer Club, e ora sto valutando di investire in qualche fiera più mirata, come Glamroom a Vicenza, Eclade de la Mode a Parigi…ma sono investimenti importanti e va tutto ponderato con molta calma e senso dei propri limiti.
 
  1. Pensi che internet sia uno strumento utile per informarti e/o farti conoscere?
Alla rete devo molto in fatto di autopromozione. Quando ho aperto il mio blog nel 2005 non c’era ancora un vero e proprio boom di blog dedicati alle creazioni handmade, e la mia fortuna è stata anche quella. Se proponevi qualche cosa di nuovo e valido era più semplice emergere. Ora trovo che sia più complicato perché ogni giorno nascono decine e decine di siti e blog dedicati a questo mondo. Poi mi piace pensare che chi ha talento riesca comunque ad emergere, ma credo anche che si inizi ad andare verso la saturazione. L’altra faccia della medaglia è legata alle copiature. Le immagini viaggiano in fretta e se oggi un’idea è tua, domani non lo è più…pregi e difetti della rete. L’arma che abbiamo è quella della condivisione basata sul rispetto. Non tutti hanno chiara questa cosa e ogni tanto non nego che dia fastidio ma, ripeto, fa parte dei giochi e va bene così. Secondo me viene fuori chi, sulla lunga distanza, è capace di reinventarsi sempre, con umiltà certo, ma anche con la consapevolezza dei propri punti di forza.
 
  1. Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Non ne ho la più pallida idea. Mi piace fare piccoli passi e piccoli investimenti. Ma se ci penso in 4 anni ho fatto tantissime cose, tutte bellissime (mostre, collaborazioni, collezioni, pubblicazioni, apertura della partita IVA, apertura show room…). Con calma seguirò il mio sentiero.
 
  1. Qual è la tua visione odierna del panorama dell’hobby in Italia?
Siamo forse un po’ indietro rispetto ad altri paesi, ma c’è sempre più gente che si avvicina a questo mondo. Nonostante ciò credo che da parte degli operatori, negozi specializzati in primis, ci sia ancora poca propensione per la novità. Oltretutto spesso si tratta di hobby molto dispendiosi che inevitabilmente richiedono a chi li pratica di dover commercializzare gli oggetti per continuare a portare avanti la propria passione senza rimetterci. Questo, se da una parte è uno stimolo, dall’altra parte rende tutto un po’ più stressante e meno “poetico”. Parlo di hobby eh…l’attività lavorativa è un’altra cosa e lì, per quanto sia, la commercializzazione è fondamentale, visto che ci si pagano anche le tasse.
 
  1. Quali sono, a tuo parere, le tecniche che in futuro avranno maggiore successo?
Secondo me, e ne ho conferma anche dai blog creatici che quotidianamente seguo (basta andare sul mio blog e sbirciare nella sezione links) l’interesse nei filati sta prendendo sempre più piede. Anche per un fatto economico forse. L’uncinetto, la lavorazione a maglia, i tessuti applicati alla bigiotteria…sono tecniche che stanno avendo un vero e proprio boom. Richiedono meno materiale tecnico in dotazione, danno maggior possibilità creative e di personalizzazioni…ma dal mio punto di vista sono mondi talmente difficili, per me, che credo che difficilmente mi ci avvicinerò. Tanta ammirazione per chi ci si sa muovere. Mi piace tanto, ma osservo da lontano…e acquisto da chi lo sa fare. Vivere handmade significa anche questo. Consapevolezza dei propri limiti, rispetto per i colleghi e farsi per primi “consumatori” ed estimatori dei lavori che si apprezzano.
 
  1. Hai qualche consiglio da regalare a chi inizia l’avventura nel mondo creativo?
La calma. La passione. Il rispetto. La personalità.
 

Un grosso ringraziamento a Giulia per la sua disponibilità e per la gentile concessione delle tre immagini.

Il suo blog: http://giulielleria.blogspot.com/ 

Luca Ballarini
postato da: artigianando alle ore 13:15 | link | commenti
categorie: interviste

Commenti

Chi sono

Utente: artigianando
Nome: Artigianando .net
Negozio on-line di componenti per bigiotteria, bigiotteria artigianale, prodotti per decoupage e altro ancora ... Sede: via L. da vinci 25, Lodi Vecchio (LO); Tel: 0371 46 02 77; sito: www.artigianando.net PI: 06085940960
Creative Commons License
Queste opere sono pubblicate sotto una Licenza Creative Commons.

Links

Artigianando (e-shop)
Beads and Tricks
Boop - fashion story
Ginger Generation
Giuielleria
Hobbydonna
I Colori della Fantasia (e-shop)
I viaggi creativi di Altariel
La Bijouteria
LaLaraDesign
LE MILLE E UNA PERLA
PerlineCaffè (forum)
Varese Creativa
Young Designer

Commenti recenti

utente anonimo in Tutorial: Orecchini ...
utente anonimo in Intervista a Le Mill...

Archivio

oggi
gennaio 2010
--- 2009 ---

Categorie

interviste
tutorial

Partecipano

Foto recenti

Bottoni


Contatore

visitato *loading* volte